Pronti per la riunione?

Articolo di Gianfranco Raffaelli per Dove (Corriere della Sera).

SMART WORKING. Alle terme, nella baita tra le montagne, nel borgo diffuso, in una suite d’epoca. Prove di lavoro agile in location spettacolari. Per affrontare con più leggerezza l’emergenza. E, in prospettiva, cambiare stile di vita.

Sarebbe bello, fra qualche tempo, ricordare il 2020 (anche) come l’anno dello smart working. Una risposta all’emergenza, imprevista e imprevedibile, ma anche una finestra sul futuro del lavoro e della mobilità, del viaggio, della vacanza.

Il presupposto è che, grazie al web, la casa – pur con le limitazioni del momento – non è l’unica alternativa all’ufficio. Eliminare gli spostamenti e ridistribuire l’agenda nella giornata permette di guadagnare tempo (e denaro). E si possono scegliere luoghi che stimolano benessere e produttività. Non solo quando arrivano le ferie: è la workation, neologismo derivato dalla crasi delle parole work e vacation. Al mare, in campagna, in altura, nei centri medio-piccoli, purchè con una buona connessione wi-fi. A metà 2020 otto milioni di italiani lavoravano in remoto, secondo la Fondazione Di Vittorio-Cgil. E molti segnali dicono che lo smart working non sia una soluzione passeggera, ma che possa restare anche finita l’emergenza, magari in formula hot desking: si va in ufficio quando indispensabile, con scrivanie a rotazione.

Per questo popolo smart si stanno riorganizzando le case in affitto, le terme e le Spa, borghi e comprensori come Cortina d’Ampezzo (con le smart working holiday), parchi naturali e siti culturali (si pensi alle scrivanie in affitto nelle Serre dei giardini di Bologna). Ci sono perfino Paesi, come Dubai e Mauritius, che propongono di trasferirsi lì. Per vivere (e telelavorare) al caldo e al sole.

SMART SUITE

Rivoluzione è anche in città. “Gli hotel reagiscono all’emergenza. Si propongono come soluzione per chi non ha una postazione ideale a casa” spiega Luca Brusamolino, Ceo della società di consulenza Workitect ed esperto di smart working. “Per lavorare varie ore al giorno, tutti i giorni, servono silenzio, riservatezza, spazio, megabyte per tutti. Di qui l’esigenza di un luogo ‘terzo’ nella propria zona”. Moltee strutture, così, propongono le proprie aree comuni, sottoutilizzate, per smart working o piccole riunioni in sicurezza. E grazie alla formula Day use, sempre più diffusa (molte idee sul sito daybreakhotels.com), non serve pernottare. Altri offrono stanze con scrivania, stampante e servizio di pranzo in camera. “Un modo intelligente da parte degli hotel di adattarsi ai nuovi bisogni”, conclude Brusamolino.

Fuori città, invece, l’albergo si fa base per sessioni di lavoro intenso, in vista di una scadenza importante, o per stare al computer mentre i figli si godono il verde o la neve. Tra gli indirizzi dell’era smart si trovano meraviglie come il boutique hotel J.K. Place di Roma, vicino a piazza di Spagna, dove ci toglie lo sfizio di lavorare in camera tra opere d’arte e dettagli d’epoca, e di alzare gli occhi dal pc e vedere dall’alto il rione di Campo Marzio.

Si lavora in connessi anche nella lobby o in libreria. Con dieci minuti di pausa ci si può far mandare uno spuntino dal ristorante, con un’ora si fa un giro in centro con le e-bike dell’hotel o con i tour di Archeo running.

Le soluzioni sono per ogni tipo di budget ed esigenza. La catena Best Western ha attivato un programma per la sicurezza sanitaria, con cancellazione gratuita della prenotazione e opzioni smart working che comprendono postazioni di lavoro riservate, wi-fi ad alta velocità, servizio di ritiro pacchi e consegne, stampante, angolo caffè e room service.

E ci si ritrova in luoghi come il loro Grand Hotel Guinigi, nel cuore di Lucca, dove in ogni momento si può staccare con una passeggiata tra vicoli e piazze medievali. E con le family room si portano anche i propri cari. Un’idea per una workation appena il clima e i Dpcm lo permetteranno? Spostare l’ufficio nelle postazioni allestite nell’orto botanico sul mare dell’Hotel cernia, a Sant’Andrea, paese di pescatori sulla costa occidentale dell’isola d’Elba.

Per riposare gli occhi tra il verde e il blu e alleggerire lo stress con passeggiate, arrampicate, giri in kayak o in mountain bike.

lavoro natura

VICINO AL CIELO

La montagna è stata una delle mete più ambite dell’estate. Aria pura, cieli tersi, distanziamento naturale, mille occasioni per sgranchire i muscoli, ma anche per ritemprare lo spirito e la psiche, con la sensazione rasserenante di trovarsi distanti dalle complicazioni di questo 2020. Molte strutture si sono adeguate con servizi d’alto livello, formule per ogni budget e ottime connessioni a Internet.

Tra i primi a lanciare servizi mirati, l’Auberge de la Maison, a Courmayeur, che già nella scorsa estate proponeva agli ospiti lo Chalet du desir, una piccola struttura privata, tutto legno e caldi dettagli alpini, dotata di pc, wi-fi e di una finestra spettacolare sul Monte Bianco. E, per la pausa pranzo, l’angolo Le Solitaire, in mezzo al prato. Si può lavorare in sicurezza negli spazi comuni de Le Petit Abri o nei salottini della lobby, tra caminetti accesi e artigianato, a disposizione degli ospiti di tute le tipologie di camere dell’hotel.

A due passi il ristorante, la Spa (con area privata), la sala meeting, il bar per pranzi veloci, e tutte le occasioni di sport e passeggiate della perla delle Alpi. Al Seehof Nature Retreat, vicino a Bressanone, si prenota in reception la smart working loggia, un ufficio con bagno, stampante, telefono, servizi in camera, la sdraio sul balcone e la vista sul lago vicino alla struttura. Lavorando qui, quella che in ufficio era la pausa caffè (gli esperti consigliano di staccarsi dal videoterminale per dieci minuti ogni ora) può diventare una passeggiata in giardino o un trattamento nell’area benessere: il massaggio testa e viso antistress dura solamente 25 minuti.

Il Cavallino Bianco, tra gli hotel più premiati al mondo per l’attenzione alle famiglie, è la scelta perfetta per chi ha bambini. Si lavora in camera con tutti servizi necessari, sapendo che gli altri membri della famiglia sono accolti e intrattenuti nelle aree infanzia o nella Spa.

Dettagliata, inoltre, la loro linea di intervento sulla sicurezza in ogni momento della vacanza, frutto di un restyling mirato nella prima parte dell’anno, dalle termovideocamere sparse ovunque alla sanificazione dei giochi dopo ogni attività con i più piccoli.

SICURI E IN FORMA

Telelavoro e benessere? È una delle idee più interessanti di questo periodo di transizione. La Spa deluxe in montagna, il Dolomiti Wellness Hotel Fanes, a San Cassiano, con vista sul Sellaronda, è un mix di materiali naturali e design, piscine con viste e trattamenti personalizzati nell’area benessere. Ma è anche un’occasione per lo smart worker che si voglia regalare un diversivo rispetto al portatile sul tavolo della cucina.

Ecco allora gli chalet e i Natura loft collegati alla struttura, con accesso esterno e garage sotterraneo. Ecco la sauna privata e un’ottima connessione garantita. Si può inoltre prenotare un massaggio privato, concedersi un tuffo in piscina e organizzare un pomeriggio di sci nei vicini impianti, per un’inedita formula sport-lavoro-benessere. Il Borgo La Chiaracia Resort & Spa di Castel Giorgio, in Umbria, dove il paesaggio è già una cura dell’ansia e dell’incertezza, propone sale e uffici multifunzionali, sistemi audiovideo e wi-fi. E dopo il lavoro, ecco la piscina riscaldata, le docce emozionali, il bagno di vapore e i trattamenti per la pelle.

Lavorare alle terme? Si muovono anche vere istituzioni, come le Terme di Saturnia, struttura dotata di presidizo medico e con il marchio Safe Destination, che a ottobre ha lanciato il pacchetto Staycation in Wellness. Prevede un soggiorno minimo di quattro giorni e include sicurezza, un tampone sierologico facoltativo compreso nel prezzo, la scelta di un appartamento per lavorare, ma anche l’accesso ai bagni termali, all’area massaggi e al golf. Occhio alla videoriunione dell’ultimo minuto, perchè ci si ritrova a smanettare al computer in accappatoio.

smart working natura

UNA CASA FUORI CITTÀ

Sicurezza, quest’anno, significa anche avere a disposizione un nido privato per sè e i propri cari. Una casa in affitto si adatta facilmente al lavoro da remoto e tutti i principali portali per affitti brevi, oltre a stabilire protocolli di sicurezza e igienizzazione, hanno messo a punto formule agili per la locazione, con la possibilità di rimborso o cancellazione last minute. Passando in rassegna le proposte dei principali siti, ci sono molte soluzioni notevoli in piccoli centri, al mare, in campagna.

Per esempio, sulle sponde del lago di Como, Casa Capanno, a cinque chilometri da Varenna (e un’ora e mezzo da Milano) con il proprio giardino con barbecue, tanta pietra, legno e una vetrata sul lago, è perfetta per tre persone. C’è anche la sauna privata per rilassarsi a fine giornata. Nel centro di Giardini Naxos, in provincia di Messina, un attico vista a 360 gradi sulla baia di Naxos. Travi in legno, pavimenti in cotto: si lavora nella quiete delle colline dell’alta Maremma, a Pari.

Si trova all’interno di un agriturismo, altra formula molto ambita per le “vacanze di lavoro” che, in quesit mesi, si è reinventata per garantire igienizzazione e distanziamento.

Accanto c’è la fattoria, a conduzione biologica, dove si fa colazione con i biscotti e marmellate della casa e si impara a fare il pane nel forno a legna. Altra formula, altro paesaggio ricco di armonia e di pace: la Franciacorta, celebre terra di grandi vini sud del Lago d’Iseo, nel Bresciano. Qui l’Antica Dimora delle Scuderie del Castello di Bornato, elegante casolare in mezzo ai vigneti, offre cinque appartamenti ben ristrutturati. Due, i loft superior Leccio e Cedro, sono consigliati per lo smart working: rete wi-fi, angolo cottura, grandi spazi, il camino o la terrazza per le pause tra una mail e un webinar.

Tutto appena fuori Cazzago San Martino, nella campagna a meno di un’ora dal lago. Con l’intera Franciacorta a disposizione per rilassarsi tra degustazioni in cantina, tour enoturistici in ibici, le escursioni, tra borghi e cascinali, oppure ancora un pomeriggio sul green del Franciacorta Golf di Corte Franea o un’uscita in barca a vela sull’Iseo.

Il portale Airbnb ha individuato le mete più ambite per soggiorni medio-lunghi nel 2020. Al primo posto c’è Rovereto. Grazie alla capacità di offrire i servizi in una città, ma a pochi passi da boschi e montagne. In autunno sono ambitissime le cittadine della Toscana. E c’è chi cerca postazioni di lavoro economiche, tranquille e sicure nell’Italia minore. I borghi nell’hinterland delle maggiori città stanno vivendo un piccolo boom. Per affitti brevi, per vacanze-lavoro o addirittura per andare a viverci definitivamente.

A Pontremoli, tra i boschi della Lunigiana, a due ore d’auto da Milano, la cooperativa Farfalle in cammino, gruppo locale di escursionisti, invita qui i giovani smart worker, impegnandosi a ospitarli per un giorno, a mostrare loro i dintorni e a illustrare i servizi e spazi dedicati a chi lavora da remoto. C’è tutto su smartowkring, live, comprese le specifiche sulla connessione in zona, le case in affitto e i racconti di chi si è già fatto un ufficio in questa cittadina. Con lo smart working riprendono quota anche i villaggi. Come quelli del Club del Sole, da prenotare ora per la workation di famiglia a primavera (le strutture riapriranno ad aprile).

Nel loro rinnovato camping village di Desenzano del Garda, con piazzole, bungalow e case mobili, piscina panoramica, ristorante e pontile privato, c’è ora lo Smart working village, con postazioni con wi-fi e menu d’asporto, mentre i bambini si godono l’animazione, i prati e le piscine.

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