JOB TRIP_#3 Intervista ad Alessandro Rimassa

Ciao Alessandro, ti chiedo gentilmente di presentarti e di raccontarmi della tua realtà lavorativa. Di cosa ti occupi? Fai finta di star parlando con un bambino curioso piccolo esploratore alla ricerca del lavoro dei suoi sogni…Cosa gli racconteresti?

Il lavoro è da sempre al centro della mia vita per un motivo semplice: mi diverto! Ma c’è un “però”: ogni volta che ho smesso di divertirmi nell’azienda o nel ruolo in cui ero, ho avuto bisogno di cambiare lavoro, ed è capitato più volte.

Sono stato dipendente, freelance, manager e imprenditore e nell’analizzare la mia carriera ho capito una cosa: i miei successi dipendono dalle persone che scelgo e da come le alleno, da come le aiuto cioè a crescere, a performare e a essere soddisfatte e appagate dal lavoro che fanno.

Ecco, ho raccontato questo perché non dobbiamo semplicemente definirci per il lavoro che facciamo o per l’azienda in cui siamo, ma per i valori che ci rappresentano dal punto di vista professionale: i miei sono fiducia, trasparenza, curiosità, crescita e determinazione.

Quali sono stati gli eventi più significativi della tua carriera? Prova a ripercorrere la tua strada e a raccontarci cosa ti ha portato fino a qui…

La mia carriera è apparentemente divisa in due grandi blocchi, uno nei media e uno nella formazione. La verità è che al centro di entrambi ci sono i contenuti, e io sono un uomo di contenuti: studio, elaboro, creo contenuti ogni giorno, dall’inizio della carriera.

Sono stato caporedattore delle news di MTV, e tra i miei grandi successi ricordo la trasformazione digitale del telegiornale, il Flash, e il lancio di un quotidiano di informazione sugli artisti a livello internazionale, in diversi Paesi, le Crispy News. 

L’esperienza in IED, l’Istituto Europeo di Design, è stata straordinaria per intensità e varietà, alla direzione prima del Centro Ricerche a livello globale e poi della Scuola di Comunicazione e Management. 

E poi c’è stato Talent Garden: quando sono arrivato era un piccolo coworking, io da imprenditore ho fondato la scuola, la Talent Garden Innovation School, insieme ad Andrea Porcu, un manager di straordinarie capacità, e a Davide Dattoli, il fondatore di Talent Garden. Insieme, noi tre, abbiamo poi cambiato l’intero modello di business di Talent Garden, da semplice coworking a vera piattaforma di innovazione basata sugli spazi, l’education e gli eventi. La scuola, in particolare, ha avuto un successo enorme, formando in Italia migliaia di persone alle professioni del digitale. Dico un successo enorme perché abbiamo realmente avuto impatto sulla vita delle persone, aiutandole a trovare un lavoro o a riqualificarsi professionalmente.

Ho lavorato poi per più di due anni sulla espansione internazionale, esportando il modello italiano della Innovation School in Irlanda, Danimarca, Austria e Spagna.

Ora sono nel pieno di una nuova grande avventura: ho da poco lanciato Changers, una community online dedicata alla crescita e alla trasformazione professionale: noi crediamo che ogni persona, al lavoro, abbia il diritto di essere felice! 

Per questo forniamo quotidianamente consigli, risorse e strategie per cambiare lavoro, fare carriera, costruire il proprio posizionamento professionale, gestire il proprio team o anche… il proprio capo. Aiutiamo le persone, i lavoratori dipendenti, a trovare un senso in ciò che fanno affinché tutti, come me, possano andare al lavoro sentendosi pienamente appagati!

La social reputation riveste un’importanza fondamentale nella ricerca del lavoro e nella costruzione di un network proficuo. Prova a metterti nei panni di un giovane: come riuscire a catturare l’attenzione del target scelto, attraverso il Personal Branding? Quali consigli possono risultare utili per sfruttare questo strumento?

Io non credo che il personal branding sia il punto di partenza, credo che ciò che conta sia il tuo posizionamento professionale, ciò che sei, che vuoi essere, le competenze, soft e hard, che hai.

Poi, compreso e definito questo concetto, conta comunicarlo e comunicarsi agli altri: è qui che interviene il personal branding, che oggi è costruzione di un network, sui social e dal vivo, attraverso l’esposizione continua dei propri contenuti, che rappresentano il nostro biglietto da visita e mettono in mostra il nostro valore.

Siamo di fronte ad uno scenario in continua trasformazione senza tempo: secondo te, quali sono le opportunità che i giovani devono e possono cogliere da questi continui cambiamenti? Come riuscire a gestirli attivamente?

Oggi non è più questione di giovani o meno giovani, il cambiamento che tocca il mondo del lavoro è enorme e tocca tutti: prima la quarta rivoluzione industriale, e quindi la digital transformation, poi il Covid-19, hanno messo al centro l’esigenza di trasformazione continua.

A tutti dico, surfate l’onda, siate curiosi, continuate a imparare e ad ascoltare: ascoltate voi stessi, comprendendo ciò che professionalmente siete e che caratteristiche e competenze avete, e ascoltate le altre persone, per comprendere dove e quando c’è il match professionale giusto. 

Il cambiamento insomma non va temuto, ma considerato parte della nostra crescita, che deve essere costante.

Adesso ti propongo di lasciare questa rubrica con un consiglio, in risposta a qualcosa che non ho avuto modo di chiederti, o un augurio per i giovani che si affacciano a questo mondo lavorativo in progress…

Divertitevi! Il lavoro occupa la maggior parte del tempo della nostra vita: non ha senso cercare un bilanciamento tra vita e lavoro, ma dovete considerare il lavoro come parte della vostra vita. Quindi puntate al vostro life balance (non all’irraggiungibile work-life balance), capite cosa vi piace e vi stimola, scegliete quel tipo di lavoro.

E abbiate sempre rispetto: di voi stessi e delle vostre idee, dei colleghi, dell’azienda per la quale lavorate. Quando si stabiliscono relazioni di fiducia basate sulla trasparenza, allora si trova la strada per esprimere al meglio le proprie capacità e si riesce ad avere successo. Ricordandoci che per ognuno di noi questa parola ha, giustamente, un significato diverso.

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