3 motivi per cui è importante la formazione in azienda

Uno degli elementi organizzativi che ha fatto la differenza, rispetto all’esperimento di massa che abbiamo vissuto quest’anno, è stato sicuramente la presenza in azienda di un supporto formativo a favore di quei lavoratori che si sono ritrovati da un giorno all’altro a lavorare a distanza.

È proprio questo che ho notato grazie alle tante aziende che ho accompagnato quest’anno nel processo trasformativo dello Smart Working

Le realtà che mettono al primo posto il vero capitale, quello umano, sono poi quelle che prosperano anche in momenti di crisi come questo. 

In questo articolo voglio parlarvi dei motivi per cui è importante la formazione in azienda e quali sono le opportunità che si possono cogliere, oggi più che mai.

1. Valorizzazione delle risorse

Oltre alla pura attività di apprendimento, la formazione ha anche un altro ruolo, a volte sottovalutato. Si tratta, nello specifico, di un supporto non solo strettamente lavorativo, ma più psicologico.

Mai come in questo periodo ci siamo accorti che le relazioni, l’esperienza comune e la socialità non solo rappresentano dei capisaldi per le nostre vite, ma sono fondamentali anche per svolgere un lavoro che possiamo definire “di qualità”.

Se svolta in un certo modo, la formazione può rappresentare un grosso regalo per i lavoratori, che concentrati spesso su ritmi, tempi e scadenze non hanno mai la possibilità di fermarsi e riflettere.

In questo senso, la formazione può offrire l’occasione di prendersi un momento per ripensare, rielaborare, condividere e ricevere supporto rispetto a quello che ci accade.

Iniziative in azienda di questo tipo, dunque, oltre a far maturare le persone rispetto a specifici ambiti, possono ambire anche a un secondo fine: valorizzare le risorse umane, in quanto “umane”.

2. Costruzione e mantenimento dell’identità lavorativa

È proprio nel bel mezzo di questa pandemia che la formazione sta acquisendo ancora più valore. Fondamentale, infatti, è l’adozione di azioni ed iniziative orientate a supportare gli smart worker affinché non percepiscano di essere stati abbandonati dall’organizzazione.

Molti di questi, infatti, sono accomunati dal timore di essere esclusi o lasciati indietro dall’azienda e dai colleghi che lavorano in presenza.

È opportuno, quindi, preoccuparsi di supportare gli smart worker nel processo di ricostruzione della propria identità lavorativa, nei confronti dei colleghi e della comunità di appartenenza.

Di conseguenza focus group e incontri formativi possono essere delle ottime opportunità per coinvolgere il team aziendale e renderlo partecipe in modo attivo.

3. Formazione per Smart Working

La strategia vincente per l’azienda è erogare una formazione specifica soprattutto nelle fasi iniziali della trasformazione, affinché i neo-smart worker sviluppino quelle skill fondamentali per lavorare efficacemente a distanza.

A tal riguardo, assumono un ruolo centrale sia la capacità di autodisciplinarsi e autogestirsi, per quanto concerne il lavoro svolto individualmente, sia la capacità di interagire e collaborare con colleghi da remoto, attraverso una maggiore consapevolezza delle potenzialità offerte da strumenti e tool tecnologici per l’efficace gestione delle interdipendenze esistenti tra le proprie attività e quelle dei colleghi.

Al pari, occorrerebbe supportare i lavoratori nella corretta gestione del nuovo work-life balance e, dunque, della sovrapposizione inevitabile che si genera tra la sfera professionale e quella personale.

Come cogliere l’opportunità?

Dopo aver elencato i tre diversi motivi per cui investire nella formazione può portare benefici e vantaggi all’interno delle aziende, voglio parlarvi di un percorso formativo a cui ho lavorato insieme a un team di docenti e consulenti, intitolato “Managing Smart Working”.

L’obiettivo di Managing Smart Working è quello di formare gli Smart Manager a 360°, mettendo a disposizione conoscenze, strategie e indicazioni pratiche per consentire il corretto e l’efficiente coordinamento del lavoro in remoto.

Dalle norme giuslavoristiche da regolamentare alle implicazioni del change management, dal re-design degli spazi di lavoro alle ripercussioni psicologiche dei lavoratori. Questi sono solo alcuni dei temi che verranno affrontati nei 16 moduli messi a punto per questo percorso di sviluppo.

Il percorso Managing Smart Working inizierà settimana prossima: 96 ore di formazione tenute da un team di docenti e consulenti con expertise diversificate e complementari. Il percorso può essere fruito integralmente ma c’è anche la possibilità di acquistare e seguire solo determinati moduli.

Per richiedere le informazioni e tutti i dettagli realtivi al percorso e ai moduli potete visitare la pagina dedicata.

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